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COSA OFFRE IL TERRITORIO

Esperienze a Chioggia & dintorni

Ogni itinerario nasce dall’ascolto: progettiamo esperienze private e autentiche calibrate su interessi, tempi e stagioni. Dalla laguna segreta ai mercati, dalla spiaggia agli indirizzi culturali, organizziamo tutto con logistica accurata, contatti locali selezionati e massima discrezione.

Chioggia segreta a piedi

Passeggiata tra campi, calli e chiese meno note; punti panoramici, storie marinare e consigli fotografici per scoprire l’anima della città.

Sottomarina beach day

Stabilimenti partner con lettini o cabana riservati; suggerimenti per ristoranti, sport d’acqua e passeggiate in diga.

Laguna in barca privata

con skipper locale: tour dei canali, tour fino a Pellestrina, tour dell’acquacoltura, tour al tramonto in laguna, tour notturno.

Mercato ittico all’alba

Accesso guidato ai banchi, incontro con i pescatori e racconto delle aste.

Venezia in giornata

Transfer dedicato via terra o acqua; itinerario “fuori rotta” tra musei, palazzi e bacari, con rientro comodo in giornata.

Wine & cicchetti

Tappe tra bacari selezionati e vini del territorio; abbinamenti guidati e soste in piccole botteghe gastronomiche.
Noi Vogliamo

che il tuo soggiorno sia indimenticabile

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Riguardo a Chioggia...

Le ricerche archeologiche fanno risalire la nascita della città di Chioggia agli albori del secondo millennio avanti Cristo, quindi essa sarebbe ben più antica di Venezia.

Chioggia saluta l’alba con il rumore delle barche dei pescatori che partono alle quattro del mattino per rientrare nel pomeriggio carichi di pesce da portare al mercato. Poi arriva il giorno, il canto dei gabbiani invade l’aria tersa. A Chioggia non esiste un attimo in cui non si senta la vita scorrere per le strade, con la cantilena del dialetto chioggiotto che racconta i momenti della quotidianità mentre gli eleganti palazzi veneziani si specchiano silenziosi sull’acqua. Passeggiando per Corso del Popolo, la via che attraversa il centro storico per 840 metri da nord a sud, si ha l’impressione che qui ogni giorno sia festa. Sembra un unico “gran caffè all’aperto”, abbellito da una serie di portici sul lato di ponente, e nel tratto più a nord si curva un pochino, quel che basta per spezzare le raffiche della Bora che soffia sibilante da nord-est. Forse proprio qui, lungo le calli o nelle piazzette, vi capiterà di imbattervi in prove teatrali delle Baruffe Chioggiotte di Carlo Goldoni, opera che il grande commediografo del Settecento dedicò al carattere focoso degli abitanti.

Ogni giovedì, poi, l’intero Corso si trasforma in un mercato rionale fra i più grandi del Veneto, chiamato in dialetto “el zioba”, ovvero “il giovedì”, appuntamento fisso per ogni turista che voglia godersi questo momento autentico e per la gente del luogo. Dal 1852, a distanza di 164 anni, il mercato è parte integrante della vita di una città che qui si riversa ogni giovedì, e nel vociare delle persone si sente il suono di nomi e cognomi ricorrenti, ma con qualche differenza curiosa.

Chioggia è un caso demografico quasi unico in Italia perché questo piccolo universo sull’acqua è stato a lungo isolato dalla terraferma e così si vennero a creare troppi casi di omonimia. Per distinguere i vari rami di una stessa famiglia la gente del luogo inventò soprannomi - alcuni dei quali piuttosto bizzarri - chiamati “detti”. Dal 2009 lo Stato li ha riconosciuti ufficialmente e inseriti nei documenti d’identità. Alcuni esempi? I Boscolo (i più numerosi) hanno oltre 190 soprannomi e i Tiozzo oltre 50, nati dal contesto sociale, dall’area di provenienza, da tradizioni familiari.  

Tra il canale della Vena e il corso del Popolo, al Mercato del Pesce i "mògnoli" (i pescivendoli) offrono il meglio del pescato in mezzo al calpestio dei passi frettolosi dei clienti in cerca di accaparrarsi prelibatezze e offerte speciali. Questa è una delle più antiche istituzioni della città e qui si vive un’emozione di tempi passati, un’atmosfera briosa dove agli abitanti del posto si mescolano turisti che scattano fotografie e curiosi.

Le ricerche archeologiche fanno risalire la nascita della città di Chioggia agli albori del secondo millennio avanti Cristo, quindi essa sarebbe ben più antica di Venezia.

Chioggia saluta l’alba con il rumore delle barche dei pescatori che partono alle quattro del mattino per rientrare nel pomeriggio carichi di pesce da portare al mercato. Poi arriva il giorno, il canto dei gabbiani invade l’aria tersa. A Chioggia non esiste un attimo in cui non si senta la vita scorrere per le strade, con la cantilena del dialetto chioggiotto che racconta i momenti della quotidianità mentre gli eleganti palazzi veneziani si specchiano silenziosi sull’acqua. Passeggiando per Corso del Popolo, la via che attraversa il centro storico per 840 metri da nord a sud, si ha l’impressione che qui ogni giorno sia festa. Sembra un unico “gran caffè all’aperto”, abbellito da una serie di portici sul lato di ponente, e nel tratto più a nord si curva un pochino, quel che basta per spezzare le raffiche della Bora che soffia sibilante da nord-est. Forse proprio qui, lungo le calli o nelle piazzette, vi capiterà di imbattervi in prove teatrali delle Baruffe Chioggiotte di Carlo Goldoni, opera che il grande commediografo del Settecento dedicò al carattere focoso degli abitanti.

Ogni giovedì, poi, l’intero Corso si trasforma in un mercato rionale fra i più grandi del Veneto, chiamato in dialetto “el zioba”, ovvero “il giovedì”, appuntamento fisso per ogni turista che voglia godersi questo momento autentico e per la gente del luogo. Dal 1852, a distanza di 164 anni, il mercato è parte integrante della vita di una città che qui si riversa ogni giovedì, e nel vociare delle persone si sente il suono di nomi e cognomi ricorrenti, ma con qualche differenza curiosa.

Chioggia è un caso demografico quasi unico in Italia perché questo piccolo universo sull’acqua è stato a lungo isolato dalla terraferma e così si vennero a creare troppi casi di omonimia. Per distinguere i vari rami di una stessa famiglia la gente del luogo inventò soprannomi - alcuni dei quali piuttosto bizzarri - chiamati “detti”. Dal 2009 lo Stato li ha riconosciuti ufficialmente e inseriti nei documenti d’identità. Alcuni esempi? I Boscolo (i più numerosi) hanno oltre 190 soprannomi e i Tiozzo oltre 50, nati dal contesto sociale, dall’area di provenienza, da tradizioni familiari.  

Tra il canale della Vena e il corso del Popolo, al Mercato del Pesce i "mògnoli" (i pescivendoli) offrono il meglio del pescato in mezzo al calpestio dei passi frettolosi dei clienti in cerca di accaparrarsi prelibatezze e offerte speciali. Questa è una delle più antiche istituzioni della città e qui si vive un’emozione di tempi passati, un’atmosfera briosa dove agli abitanti del posto si mescolano turisti che scattano fotografie e curiosi.

Chioggia e Sottomarina sono unite da un ponte, due mondi così vicini eppure così lontani. La prima vive delle sue tradizioni, la seconda è meta del turismo balneare per eccellenza e durante le vacanze estive attira turisti sia dalle città limitrofe che da vari Paesi europei. Sottomarina sorge a metà tra l’acqua liscia della laguna e quella più vivace e fresca del mare, lì dove le case colorate dei pescatori e le nuance pastello degli hotel lasciano spazio ad un litorale ampio che sembra senza fine. Qui d’estate troverete ogni tipo di attrazione per grandi e piccini, un po’ sulla sabbia soffice che si insinua fra le dita e un po’ fra i locali del centro e del lungomare. Quello di Sottomarina è un arenile ideale per fare lunghe passeggiate, e la sabbia qui ha qualcosa di speciale: è ricchissima di iodio, ha qualità terapeutiche e ci si abbronza come in poche altre parti d’Italia. Camminando a piedi nudi sulla sabbia si può arrivare lì, sui ciclopici, ruvidi massi che formano la diga di Sottomarina. Qui i “casoni” dei pescatori con le loro reti osservano il mare immobili, come se perfino loro volessero godersi in silenzio uno spettacolo tanto romantico. 

Trasportate dal vento, le fragranze delle creme solari dei bagnanti si mescolano all’odore della salsedine e tutto sembra ancora più intenso sotto i raggi di un sole estivo. La sera, quando gli ombrelloni degli stabilimenti balneari si chiudono e la gente lascia le spiagge, non potete perdervi una passeggiata fra le strade del centro di Chioggia: è il momento in cui i profumi della cucina tipica invadono l’aria. Nelle case e nei numerosi ristorantini di pesce si iniziano a cucinare piatti che qui sono parte di un patrimonio culturale a cui gli abitanti sono legatissimi: le famose “Sarde in saor” (sardine fritte con cipolle bianche di Chioggia cotte in aceto di vino bianco), i “Bigoli in salsa” (pasta lunga con un sugo di acciughe salate), i “Peoci in cassopipa” (cozze cucinate con cipolla e aglio) e così via. La città è molto affezionata ai prodotti del suo mare e della sua terra come il radicchio di Chioggia IGP chiamato la Rosa di Chioggia. Dalla combinazione di questi ingredienti genuini e sinceri la tradizione locale ha creato pietanze dai sapori schietti e decisi, come i suoi abitanti.

Chioggia e Sottomarina sono unite da un ponte, due mondi così vicini eppure così lontani. La prima vive delle sue tradizioni, la seconda è meta del turismo balneare per eccellenza e durante le vacanze estive attira turisti sia dalle città limitrofe che da vari Paesi europei. Sottomarina sorge a metà tra l’acqua liscia della laguna e quella più vivace e fresca del mare, lì dove le case colorate dei pescatori e le nuance pastello degli hotel lasciano spazio ad un litorale ampio che sembra senza fine. Qui d’estate troverete ogni tipo di attrazione per grandi e piccini, un po’ sulla sabbia soffice che si insinua fra le dita e un po’ fra i locali del centro e del lungomare. Quello di Sottomarina è un arenile ideale per fare lunghe passeggiate, e la sabbia qui ha qualcosa di speciale: è ricchissima di iodio, ha qualità terapeutiche e ci si abbronza come in poche altre parti d’Italia. Camminando a piedi nudi sulla sabbia si può arrivare lì, sui ciclopici, ruvidi massi che formano la diga di Sottomarina. Qui i “casoni” dei pescatori con le loro reti osservano il mare immobili, come se perfino loro volessero godersi in silenzio uno spettacolo tanto romantico. 

Trasportate dal vento, le fragranze delle creme solari dei bagnanti si mescolano all’odore della salsedine e tutto sembra ancora più intenso sotto i raggi di un sole estivo. La sera, quando gli ombrelloni degli stabilimenti balneari si chiudono e la gente lascia le spiagge, non potete perdervi una passeggiata fra le strade del centro di Chioggia: è il momento in cui i profumi della cucina tipica invadono l’aria. Nelle case e nei numerosi ristorantini di pesce si iniziano a cucinare piatti che qui sono parte di un patrimonio culturale a cui gli abitanti sono legatissimi: le famose “Sarde in saor” (sardine fritte con cipolle bianche di Chioggia cotte in aceto di vino bianco), i “Bigoli in salsa” (pasta lunga con un sugo di acciughe salate), i “Peoci in cassopipa” (cozze cucinate con cipolla e aglio) e così via. La città è molto affezionata ai prodotti del suo mare e della sua terra come il radicchio di Chioggia IGP chiamato la Rosa di Chioggia. Dalla combinazione di questi ingredienti genuini e sinceri la tradizione locale ha creato pietanze dai sapori schietti e decisi, come i suoi abitanti.

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